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Trasferire dati con gli Ultrasuoni

mag 22 2014

Sembra un argomento fantascientifico, eppure esiste già da qualche anno la possibilità di trasferire informazioni fra diversi dispositivi utilizzando gli ultrasuoni.

A livello di hardware è sufficiente che i dispositivi abbiano un altoparlante ed un microfono (quindi tutti gli smartphone, ma non tutti i tablet), tutto il resto lo fa la componente software che viene utilizzata nella nostra applicazione.

I vantaggi più evidenti sono sicuramente la possibilità di scambiare dati fra dispositivi con sistemi operativi diversi (cosa che non avviene ad esempio col bluetooth, dove sappiamo bene che un IOS e un Android spesso non riescono a collegarsi) , il basso utilizzo della batteria del telefono e l'impossibilità che tali dati vengano "sniffati" se non da qualcuno nelle immediate vicinanze , problema che invece si presenta con un classico collegamento wi-fi.

Dall'altra parte però è molto complessa la funzionalità di invio-ricezione, potremmo avere suoni di disturbo esterni, dobbiamo tenere conto della ridondanza del suono in ambienti chiusi e l'eventuale presenza di filtri hardware sul microfono di alcuni dispositivi e, teniamo sempre conto che potrebbe dare fastidio ai nostri animali domestici.

Può essere un buon sostituto per applicazioni di bluetooth marketing, potrebbe sostituire i qr code e altro ancora.

Facciamo una panoramica di come funziona:

Il mittente emette dei suoni ad alta frequenza (> 18KHz) , ipotizziamo un range che varia fra i 18.5 KHz ed i 19 KHz, perchè tale range rientra nelle capacità della maggior parte dei dispositivi sul mercato.

Via software dobbiamo scegliere quale tecnica di modulazione della frequenza utilizzeremo per trasmettere e , una volta ricevuto dall'altro apparecchio, demodulare il segnale e tradurlo in dato.

Chiaramente il segnale va filtrato per ridurre al minimo il disturbo del ricevente e va studiato un protocollo che permetta di riconoscere l'inizio e la fine di ogni messaggio (il ricevente potrebbe mettersi in ascolto a metà trasmissione).

La sua applicazione reale a mio avviso è utilizzabile però in ambiti ristretti e specifici, in ambienti aperti, con molta confusione il segnale potrebbe essere molto debole.

Consideriamo poi che la massima qualità del segnale si ottiene quanto la trasmittente e la ricevente sono perfettamente allineate, quindi per lo scambio di dati fra due telefoni nessuna difficoltà, ma se ipotizziamo di avere una o più trasmittenti , come ad esempio può essere un impianto audio con diverse casse che coprono tutti i punti di una fiera o di un locale per inviare comunicazioni push ai dispositivi che hanno la nostra app installata, dovremmo magari intervenire sulla posizione delle casse e sulla loro inclinazione per massimizzare il numero di dispositivi raggiunti che in quel momento sono in ricezione.

Un risvolto interessante può invece essere quello che lo stesso telefono faccia da trasmettitore e ricevente allo stesso tempo...vi ricorda qualcosa?

Ricordate come fanno i pipistrelli a vedere al buio?

Potremmo spingerci fino ad effettuare delle rilevazioni 3D o creare app per i non vedenti dando una serie di informazioni specifiche.

A voi immaginare possibili altri utilizzi, la tecnologia è uno strumento che può tradurre le nostre idee in azioni reali.


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